ATTENZIONE: sebbene il "look" sia simile, questa non è una versione uffic Tieni presente che ci potrebbero essere errori dovuti alla trascrizione
luglio 1996
Con queste parole Gesù risponde ai suoi discepoli che gli avevano
chiesto perché parlasse in parabole. Egli spiega che non a tutti
è dato di conoscere i misteri del regno dei cicli, ma solo alle
persone ben disposte, a quelle che accolgono le sue parole e le vivono.
Fra i suoi ascoltatori ci sono, infatti, alcuni che chiudono
volontariamente occhi e orecchie per cui "pur vedendo non vedono, e
pur udendo non odono e non comprendono" (Mt 13,13). Sono coloro che
vedono e ascoltano Gesù, ma, pensando di conoscere già
tutta la verità non credono alle sue parole e ai fatti che
le confermano. E così finiscono per perdere anche quel poco che
hanno.
A chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza;
e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Quale è dunque il significato di questa frase di Gesù?
Egli ci invita ad aprire il nostro cuore alla Parola che è
venuto ad annunciarci, e di cui ci chiederà conto alla fine
della vita. Gli scritti evangelici ci mostrano come l'annuncio di
questa Parola sia al centro di tutti i desideri e di tutta l'attività
di Gesù. Noi lo vediamo recarsi di villaggio in villaggio,
per le strade, per le piazze, per le campagne, nelle case, nelle sinagoghe
ad annunciare il messaggio della salvezza, rivolgendosi a tutti, ma
specialmente ai poveri, agli umili, a quelli che erano stati emarginati.
Egli paragona la sua Parola alla luce, al sale, al lievito, ad una rete
calata in mare, al seme gettato nel campo; e darà la vita perché
il fuoco, che la Parola contiene, divampi.
A chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza;
e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Dalla Parola, che egli ha annunciato, Gesù si aspetta la
trasformazione del mondo. Di conseguenza, egli non accetta che di fronte a
questo annuncio si possa restare neutrali o tiepidi o indifferenti.
Non ammette che un dono così grande, una volta ricevuto, possa
rimanere inoperoso.
E per sottolinearc questa sua esigenza, Gesù riafferma qui una sua
legge che sta alla base di tutta la vita spirituale: se uno mette in
pratica la sua Parola, egli lo introdurrà sempre più nelle
ricchezze e nelle gioie incomparabili del suo regno; al contrario, se uno
trascura questa Parola, Gesù gliela toglierà e l'affiderà
ad altri per farla fruttificare.
A chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza;
e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Questa Parola di vita ci mette in guardia quindi contro una grave mancanza
in cui potremmo cadere: quella di accogliere il Vangelo, facendolo magari
solo oggetto di studio, di ammirazione, di discussione, ma senza metterlo
in pratica. Gesù invece si aspetta da noi che accogliamo la
Parola e che la incarniamo dentro di noi, facendola diventare quella forza
che informa tutte le nostre attività e cosė, attraverso la
testimonianza della nostra vita, sia quella luce, quel sale, quel
lievito che a poco a poco trasforma la socictà.
Prendiamo allora in evidenza durante questo mese una fra le tante
Parole di vita del Vangelo e mettiamola in pratica.
Arricchiremo la nostra gioia con altra gioia.
Chiara Lubich