ATTENZIONE: sebbene il "look" sia simile, questa non è 
 una versione ufficiale.
 Tieni presente che ci potrebbero essere errori dovuti soprattutto
 alla trascrizione
Aprile 1997


Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore (Gv 10,11).

La figura del pastore era familiare agli ascoltatori di Gesù; sia perché faceva parte della loro cultura e della loro vita quotidiana, sia perché i profeti ne avevano fatto un simbolo messianico. Il Salvatore promesso sarebbe stato un pastore, una guida, oltre che un re.
E quale il suo atteggiamento?
Per ben tre volte Gesù, nella parabola che è il tema dominante del decimo capitolo del Vangelo di Giovanni, per sottolineare, fra le qualità del vero pastore, quella che ne è come la sintesi, il fondamento, usa l'espressione "offrire la vita", e cioè la prontezza a sacrificare la vita per il proprio gregge.


Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre da vita per le pecore.

Gesù dirà apertamente di sé: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13). Ed egli vive fino in fondo la sua offerta.
Il suo amore è un amore oblativo e cioè un amore fatto di effettiva disponibilità a offrire, a donare la propria vita.
Quindi l'aver una certa comprensione degli altri, interessarci un po' ai loro dolori, cercare di portare in qualche modo i loro pesi, non basta per amare come Gesù.

Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.

Come mettere in pratica, allora, questa Parola?
Dio domanda anche a noi un amore, atti d'amore che abbiano (almeno nell'intenzione e nella decisione) la misura del suo amore. Quanto facciamo, momento per momento, per dimostrargli concretamente il nostro amore, deve essere animato, sostenuto da questa volontà, da questa decisione.
Solo un amore così è un amore cristiano: non un qualche amore, non una patina d'amore, ma un amore così grande da mettere in gioco la vita.
Ogniqualvolta incontriamo un prossimo o lo sentiamo per telefono o lo avviciniamo con qualche lettera o esplichiamo in suo servizio il nostro lavoro quotidiano, proviamo a domandarci: sono pronto a morire per lui? Facendo cosi, la nostra vita di cristiani farà un salto di qualità, un grande salto di qualità.
E vedremo allora raccogliersi attorno a Gesù, attirati dalla sua voce, uomini e donne da ogni angolo della terra.

Chiara Lubich




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