ATTENZIONE: sebbene il "look" sia simile, questa non è una versione ufficiale. Tieni presente che ci potrebbero essere errori dovuti alla trascrizione
dicembre 1996
È anche questa una Parola della Scrittura che sei chiamato a vivere.
Penso saprai in quale straordinario evento sia stata pronunciata e
chi l'abbia detta.
Un angelo, visitando Maria, una giovinetta di Nazareth, le preannuncia
che diverrà la Madre del Messía.
È a questo punto che Maria dichiara:
Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che
hai detto.
Maria, di fronte a Dio che la sceglie come Madre del Messia,
che la rende prolagonista nel suo disegno di salvezza, manifesta una fede
incondizionata e vi si abbandona.
Ma con tutta semplicità e con la libertà dell'amore, chiede
lumi per capire.
Non una schiava che si sottomette ciecamente, è una figlia che si
comporta come tale di fronte a Dio, suo Padre.
Una volta però illuminata, vi si impegna con tutto il suo essere.
Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che
hai detto.
Maria, conosciuto il suo destino, fatta certa del segno offerto, sicura
dell'onnipotenza di Dio, esprime il suo atto di obbedienza e di fede.
Dal principio alla fine i comandi di Dio in ordine alla salvezza
esigono obbedienza.
Con l'atto di obbedienza di Abramo, è cominciata la storia della
salvezza. Maria è con un atto di fede e di obbedienza che aderisce
ai piani di Dio nella pienezza dei tempi.
Con un atto di obbedienza, Cristo è entrato nel mondo, cosí
come con un atto di obbedienza lo ha lasciato.
Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che
hai detto.
".. Sono la serva del Signore...".
Per adempiere i suoi disegni, Dio ha bisogno solo di persone che si
consegnino a Lui con tutta l'umiltà e la disponibilità di una
serva. Maria - vera rappresenlante dell'umanità di cui assume il
destino -, con questo atteggiamento lascia a Dio tutto lo spazio per
la sua altività creatrice.
Ma siccome "servo del Signore", oltre che un'espressione d'umiltà
era anche un titolo di nobiltà, che veniva attribuito ai grandi
servitori della sloria della salvezza, come Abramo, Mosè Davide e
i profeti, Maria con queste parole afferma tutta la sua grandezza.
Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che
hai detto.
Le parole di Maria ti dicono come tu, credente, devi vivere la tua realtà
di cristiano. Esse infatti sono sempre considerate come il culmine di ogni
comportamento religioso di fronte a Dio, perché nello stesso tempo
espressione di passiva disponibilità e di attiva prontezza, sono
vuoto abissale e totale pienezza.
Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che
hai detto.
Il destino di Maria è eccelso e grandioso.
Ma non è solo la Vergine ad essere chiamata da Dio a generare
Cristo in sé.
Seppure in altro modo, ogni cristiano, e quindi anche tu, ha un simile
compito.
Pure tu devi incarnare Cristo nella tua persona fino a ripetere come San
Paolo: "Non sono più io che vivo, è Cristo
che vive in me" (cf Gal 2,20).
E quale il modo di attuare ciò?
Accogliendo in te, con la disposizione di Maria, la Parola di Dio;
quella che ti viene annunciata o che vieni a conoscere dalla lettura
della Sacra Scrittura, o della liturgia dell'Avvento e di Natale,
o anche questa, che mese per mese arriva, commentata.
Accoglila con totale disponibilità, sapendo che non è
parola d'uomo. Essendo Parola di Dio, contiene in sé una presenza
di Crislo. Accogli dunque Cristo in te nella sua Parola.
E con attivissima prontezza mettila in pratica, momento per momento.
Se cosi farai, il mondo rivedrà Cristo passare per le vie delle
nostre modeme città, Cristo in te, vestito come tutti, che
lavora negli uffici, nelle scuole, nei più vari ambienti, in mezzo
a tutti.
E, quel che è più, vedrà partire da Lui, che vive in te,
la scintilla della rivoluzione evangelica che trasforma ogni cosa e
uomini e donne e società per un mondo più umano, più
buono, più unito.
Coraggio! C'è una magnifica avventura divina che ti attende.
Non perderne l'occasione.
Chiara Lubich